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Dieci carte per sostenere la genitorialità fragile: la formazione con Enrico Quarello

 Grazie al progetto Costruire Futuro, promosso da Fondazione Eos Onlus con il sostegno di Fondazione Peppino Vismara venerdì 21 e sabato 22 marzo 2025, si è svolto un laboratorio dedicato al tema della genitorialità fragile, condotto da Enrico Quarello, psicologo, psicoterapeuta familiare e formatore.

Quarello, che collabora con la società Riflessi per attività di formazione e supervisione rivolte agli operatori della tutela minorile, è inoltre supervisore VIG in formazione, socio fondatore di NVR Italia e, dal 2023, vicepresidente del CISMAI (Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia).

Il laboratorio ha rappresentato un’importante occasione di crescita professionale e confronto per gli operatori del territorio, impegnati quotidianamente nel costruire risposte efficaci e relazioni di fiducia con famiglie che attraversano situazioni complesse.

La formazione di Enrico Quarello ha il grande valore di essere permeata anche dalla sua esperienza come operatore sociale e educatore, un osservatorio privilegiato su bambini e adolescenti traumatizzati figli di genitori fragili o pregiudizievoli.

I fondamenti teorici su cui si è basata la formazione sono: la necessità di lavorare con la famiglia, in una prospettiva sistemico-familiare; l’osservazione delle interazioni genitori-figli (Video Interaction Guidance); il modello della non violence resistance di Haim Omer (Omer, 2021), un innovativo approccio rivolto a genitori e operatori per aiutarli ad affrontare in modo efficace i comportamenti problematici di bambini e adolescenti.

Il modello proposto è quello delle “Dieci carte per sostenere la genitorialità fragile”, che può essere utilizzato per lavorare con più tipologie di fragilità genitoriale, nella considerazione della possibilità di operare con questo approccio anche con le famiglie più danneggiate, se si parte dall’idea che anche una bambina o uno bambino allontanata/o dalla famiglia conservi un legame – anche se solo interiore – con il nucleo di origine, che, grazie ad un competente sostegno, potrebbe favorire il processo di aiuto e la costruzione dei progetti di vita.

Nell’approccio degli operatori verso i genitori, la rivoluzione portata dal lavoro con le Dieci carte è quella di cambiare sguardo verso le famiglie, anche quelle più disfunzionali, puntandolo verso le risorse, pur se residuali: un genitore che viene “visto” nelle sue potenzialità “funziona” meglio di uno “incastrato nel ruolo negativo” dal giudizio degli altri.

Le “Dieci carte” corrispondono a dieci modalità relazionali che l’operatore può avere nei confronti del genitore e aiutano l’operatore stesso ad inquadrare il proprio stile di approccio e a renderlo capace di scorgere risorse.

E allora con La stampella, Il monaco zen, La pianta che cresce sulla pietra, Il tifoso, Il sarto, La rete da circo, La squadra, Il cane guida, La fede nuziale, Il jolly si è “giocato” con le giuste carte!

Il gruppo di partecipanti, circa 20 tra operatori e operatrici dalle diverse professionalità, ha accolto con entusiasmo questo modello, riportandolo sulle proprie esperienze; il lavoro su casi, poi, ha consentito di sperimentare anche delle concrete modalità di applicazione.

Queste giornate, entusiasmanti, hanno consentito di mettere insieme e d’accordo persone e anche istanze, tra tutte quella, solo apparentemente contrapposta, di “tutela” con quella di “sostegno alla genitorialità fragile”