Nell’ambito del progetto STEM-CARE, realizzato grazie al sostegno del Fondo di Beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale di Intesa Sanpaolo, si è recentemente concluso un percorso didattico sul tema stereotipi e body shaming nella classe terza dell’I.C. Settimo III, mentre un percorso sullo stesso tema è ancora in corso con una classe prima.
Ogni percorso è articolato in due incontri curriculari, condotti dalle formatrici dell’associazione Quore, e in un laboratorio extracurricolare, basato su metodologie di storytelling e teatro delle ombre. L’obiettivo è stato quello di stimolare la riflessione su come il concetto di bellezza cambi nel tempo e nelle diverse culture, favorendo una maggiore consapevolezza su stereotipi e discriminazioni legati all’aspetto fisico.
Durante gli incontri curriculari, gli studenti hanno affrontato il tema degli stereotipi di genere e dei canoni estetici attraverso attività interattive e lavori di gruppo.
Nel primo incontro, i ragazzi hanno lavorato su sagome umane, attribuendo loro caratteristiche fisiche e accessori per riflettere su come costruiamo l’idea di femminile e maschile. Attraverso il confronto e la discussione, hanno riconosciuto la presenza di stereotipi e pregiudizi nel quotidiano.
Nel secondo incontro, invece, si sono concentrati sui canoni estetici nel tempo e nelle diverse culture, analizzando immagini storiche e contemporanee. Questa esplorazione li ha portati a riflettere sulle conseguenze del body shaming e sull’importanza dell’inclusività.
La parte extracurricolare ha visto gli studenti cimentarsi nella creazione di storie attraverso il teatro delle ombre, utilizzando materiali semplici come scatole di cartone, cartoncini e gelatine colorate.
Due storie hanno preso vita:
🔹 Un ragazzo del 1700 e i tacchi – Un giovane nobile, per il quale i tacchi sono un simbolo di status sociale elevato, viene catapultato nel 2025 e si scontra con il giudizio dei ragazzi di oggi, che lo deridono per il suo abbigliamento.
🔹 L’accademia della bellezza inclusiva – Due ragazzi africani vincono un concorso di bellezza e visitano l’Europa, ma vengono presi in giro per il loro aspetto. Da questa esperienza nasce l’idea di fondare un’accademia dove la bellezza viene valorizzata in tutte le sue forme e culture.
Gli studenti hanno trasformato queste narrazioni in video realizzati con il teatro delle ombre, dando forma ai concetti affrontati in classe attraverso il linguaggio visivo.
Il progetto ha stimolato negli studenti curiosità e capacità critica, portandoli a riconoscere gli stereotipi di genere e le pressioni estetiche imposte dalla società. L’integrazione tra momenti di riflessione e attività creative ha reso l’apprendimento più coinvolgente, permettendo loro di esprimersi in modo originale e di interiorizzare meglio i concetti.
STEM-CARE si conferma un percorso innovativo e necessario, capace di intrecciare educazione, creatività e nuove tecnologie per affrontare temi di grande attualità e importanza sociale.



