A marzo 2025 si è conclusa la terza Unità Tematica di Apprendimento (UTA) dedicata al tema “Stereotipi e Body Shaming” nella classe seconda G della scuola secondaria del Plesso Pontecorvo, parte dell’Istituto Comprensivo Foscolo-Oberdan, partner del progetto.
Anche questa UTA si è articolata in più attività, connesse tra loro: il laboratorio tematico, condotto dagli esperti della Fondazione Eos Onlus in orario curriculare insieme alla docente di lettere; il laboratorio extracurriculare guidato dagli esperti STEM dell’associazione FabLab e infine, l’incontro aperto alle famiglie dell’intera comunità scolastica, con la partecipazione di tutti gli esperti coinvolti, per approfondire gli argomenti trattati nei laboratori.
Nel corso delle attività, le ragazze e i ragazzi hanno avuto l’opportunità di approfondire e riflettere sul tema degli stereotipi e del body shaming attraverso un approccio partecipativo e laboratoriale.
Il primo incontro è iniziato con la visione di una pubblicità che proponeva alcuni stereotipi di genere e che ha poi stimolato la condivisione di impressioni e riflessioni personali.
Successivamente, suddivisi in piccoli gruppi, hanno lavorato alla realizzazione di un collage volto a rappresentare le diverse tipologie di stereotipi. Per questo esercizio, ognuno ha portato una rivista a propria scelta, così da poter utilizzare immagini e testi per costruire una rappresentazione visiva del fenomeno
La presentazione dei lavori, mettendo in luce i diversi stereotipi individuati, ha offerto un’occasione di confronto e discussione e il dibattito che ne è seguito ha generato numerosi spunti di riflessione e ha prodotto uno scambio di opinioni sereno e costruttivo. I ragazzi si sono molto concentrati sugli stereotipi relativi al “genere”, rispetto soprattutto al ruolo sociale e all’educazione arricchendo la riflessione con spunti molto interessanti.
Nel secondo incontro, sulla base del lavoro svolto sugli stereotipi, l’attenzione si è focalizzata sul tema del body shaming, partendo dalla condivisione di immagini di diverse caratteristiche fisiche ed estetiche, non aderenti agli stereotipi più diffusi.
Un’attività che ha stimolato molte suggestioni è stata il role-playing intitolato “Vittime e carnefici”. La classe è stata divisa in due sottogruppi: uno con il compito di offendere l’altro, che invece doveva rispondere alle offese utilizzando l’ironia ed un linguaggio aperto e pacifico. Dopo il primo turno, i gruppi si sono scambiati i ruoli, permettendo a ciascuno di sperimentare entrambe le posizioni. Al termine, gli studenti sono stati aiutati a riconoscere le emozioni provate sia nel ruolo di vittime che in quello di carnefici: tutti sono stati partecipi nel descrivere in modo preciso le emozioni provate – anche con esempi legati alla loro infanzia – anche quando esse si trasformano in rabbia. Da loro, è emersa la questione che non sempre è facile rispondere senza contrattaccare, soprattutto quando le offese ti feriscono nell’intimo o vanno a toccare tasti dolenti.
Il far sperimentare ai ragazzi e alle ragazze la possibilità di attivare una modalità di difesa gentile o ironica, rispetto all’offesa subita, è risultata molto utile in quanto hanno sperimentato che possono esistere altre modalità di risposta, anche più soddisfacenti di una reazione violenta.
Gli esperti STEM, nel laboratorio extracurriculare, si sono concentrati sull’analisi delle particolarità fisionomiche e sul concetto di bellezza, per evidenziare gli aspetti che rendono ciascun individuo unico, così da imparare a valorizzarli. Attraverso un percorso di consapevolezza e creatività, gli studenti e le studentesse sono state coinvolte in un’attività multimediale che ha messo in connessione le loro specificità, e ha offerto una visione d’insieme della diversità e dell’identità della classe.
Suddivisi in tre piccoli gruppi, utilizzando una macchina fotografica digitale professionale, si sono fotografati a vicenda le parti dei propri corpi che vedono come loro difetti ma che allo stesso tempo li caratterizzano nella loro unicità. Dopo aver stampato e ritagliato le immagini in classe, le hanno impiegate per creare un collage rappresentativo di un individuo di fantasia composto dalla somma delle loro “unicità”. L’attività è stata supportata dall’uso della LIM e di internet per approfondimenti e riflessioni.
Durante l’incontro con le famiglie gli esperti hanno riportato quanto i ragazzi fossero interessati e curiosi verso le attività ed i contenuti proposti, spesso ampliando anche la riflessione proposta con sorprendenti prospettive. Hanno raccontato quanto questi incontri abbiano favorito la comunicazione e il confronto tra le ragazze e i ragazzi e abbiano evidenziato la complessità della realtà e stimolato la consapevolezza che c’è sempre più di quanto si vede in superficie.



