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Un aiuto concreto nella quotidianità: parte l’Assistente Familiare di “Altri Tempi”

C’è un momento, nella vita di chi si prende cura di un figlio o di un familiare con disabilità, in cui il tempo smette di essere una risorsa e diventa un problema da gestire ora dopo ora. Igiene, alimentazione, mobilizzazione: gesti quotidiani che per molte famiglie significano organizzare l’intera giornata attorno alle necessità di un’altra persona, spesso senza un momento di pausa. Ma il carico di cura non si esaurisce nei gesti pratici: spesso il problema più grande è semplicemente accompagnare il proprio caro nelle attività di ogni giorno, o anche solo dedicargli tempo e attenzione, un bisogno che riguarda in particolare le disabilità lievi, o situazioni come il disagio psichico, dove il sostegno necessario è prima di tutto relazionale. È da questa realtà condivisa da tante famiglie della Campania che nasce l’Assistente Familiare, una delle azioni più concrete del progetto “Altri Tempi”, sostenuto da Fondazione Con il Sud nell’ambito del Bando Socio-Sanitario 2023, con Fondazione Eos Ets come soggetto responsabile.

Cos’è l’Assistente Familiare

Il progetto ha attivato la sperimentazione di un servizio di Assistente Familiare, rivolto a 3 famiglie, per 12 ore a settimana, per la durata di un anno. Non è un servizio standardizzato e uguale per tutti: l’assistente familiare può essere utilizzato dalla persona con disabilità, dal caregiver o dall’intero nucleo familiare, in base alle necessità specifiche di ciascuna famiglia. Il suo compito principale è uno solo, semplice da dire e complesso da vivere ogni giorno: alleggerire il carico di cura.

In pratica, l’assistente affianca la famiglia nelle attività di cura della persona restituendo al caregiver quello che troppo spesso gli viene sottratto: tempo, energie, respiro. Un aspetto importante da chiarire: l’Assistente Familiare non è necessariamente un OSS. A seconda delle esigenze del nucleo e della tipologia di disabilità, può trattarsi anche di una persona senza qualifiche specifiche, o di un parente, il cui compito è semplicemente fare compagnia alla persona con disabilità – magari accompagnandola a prendere un gelato – liberando comunque il caregiver per qualche ora. È proprio questa la differenza tra l’Assistente Familiare e una forma di assistenza più strettamente materiale.

Per approfondire e conoscere il funzionamento del servizio leggi l’articolo completo sul blog ESPERIENZE CON IL SUD